martedì 10 novembre 2009

Tubetti con ragù di carne salada

Tubetti con ragù di carne salada
Questo primo piatto mi è piaciuto in modo particolare. Si tratta infatti della classica pasta con ragù. Ma questa volta il ragù è stato meno classico e tradizionale del solito.
La carne salada in versione sugo non l'avevo mai provata (e sinceramente non so neanche se esiste un modo o una ricetta per prepararla in questo modo), di solito la consumo a "carpaccio" trovandola anche dalle mie parti sottovuoto e già tagliata a fettine sottili. Ma trovandomi in zona Trento, non ho resistito ad approfondire la cosa...e ho scoperto che normalmente viene tagliata leggermente più spessa (non molto però, giusto a fettine) cotta brevemente in padella (pochi istanti, il tempo di appoggiarla sulla piastra bollente e poi rigirarla) non va condita con spezie e tantomeno con sale e pepe essendo già ben insaporita dal macellaio e che l'accompagnamento classico è con fagioli. Così mi sono diretta a casa con il mio bel pacchettino di carne con l'idea in testa che sarebbe diventata il sugo per una pasta.

TUBETTI CON RAGÙ DI CARNE SALADA
x 2 persone
180 gr. di pasta corta ( a piacere anche altri formati)
150/200 gr. di carne salada
2 cucchiai di salsa di pomodoro (ho usato la mia preparata a settembre)
1 spicchio d'aglio
olio extra vergine di oliva

Tagliare a coltello la carne, fino ad ottenere una massa omogenea (sconsiglio l'uso del frullatore, stritolerebbe troppo la carne, che in questo caso è abbastanza asciutta e non rilascia sangue pur essendo cruda). Tritare finemente lo spicchio d'aglio ed amalgamarlo alla carne. Scottare in una padella antiaderente. Aggiungere 2 cucchiai di salsa di pomodoro e 2/3 cucchiai d'olio d'oliva.
Cuocere 10 minuti a fuoco dolce.
Versare la pasta cotta al dente nella padella contenente il ragù, saltare per amalgamare bene.
Completare con parmigiano reggiano grattugiato ( se piace).
Tubetti con ragù di carne salada
Un condimento diverso, speziato e molto appetitoso.
Una tentazione: il primo assaggio con la classica fettina di pane!!!
Ragù di carne salada

domenica 8 novembre 2009

Pranzo della domenica: petto di piccione ripieno

Piccione e le sue frattaglie
In questi ultimi week-end, sarà stato complice il tempo piovoso, alcuni "lavoretti" arretrati, che lo restare a casa mi ha dato non poche soddisfazioni, specie il piacere di "imbandire" la tavola con qualcosa di cucinato con lentezza, pazienza e cura. Come le domeniche di una volta, quando mia mamma con abbondante tempo a disposizione, si concentrava in cucina e ci deliziava con i suoi risotti, arrosti e profumate torte. Ultimamente sono riuscita a procurarmi alcune carni che non cucino spesso (proprio per la difficoltà a reperirle nei negozi e supermercati) come gallo, agnello, asino, fagiano ecc.....questa domenica inizio con questi petti ripieni, che mi hanno stupito per la loro morbidezza e completezza di sapori.

PETTO DI PICCIONE RIPIENO CON LE SUE FRATTAGLIE

X 2 persone:
2 piccioni ( o colombini)
retina di maiale
carta fata
vino bianco
1 spicchio d'aglio
sale,pepe
salvia e rosmarino.

Con un coltello affilato estrarre i petti, mantenendo la pelle che li ricopre. Prelevare fegato (eliminare la sacca verde), cuore e polmoni. Salare e pepare le frattaglie ed adagiarle sopra un petto, chiudere a "panino" con l'altro. Chiudere con le parti eccedenti della pelle e sigillare con la retina di maiale. La stessa operazione andrà eseguita per l'altro volatile.
In una padella antiaderente rosolare brevemente i due "involtini" sfumando con del vino bianco.
Aggiustare di sale e pepe. Per non rischiare l'apertura dei petti, avvolgergli con carta fata, e chiudere molto bene con dello spago. Continuare la cottura in padella a fuoco dolce per circa mezz'ora (aggiungere un pò d'acqua sul fondo).

X il brodo
ali, collo e parte delle carcasse dei piccioni
1 carota
1 gambo di sedano
1 cipolla bianca piccola
1 bicchierino di vino bianco
4 grani di pepe
2 grani di ginepro
sale grosso
1 pizzico di zucchero
ghiaccio (o acqua molto fredda)

Riunire tutti gli ingredienti in una pentola, coprire con il ghiaccio (o acqua) e cuocere a fuoco bassissimo. Filtrare e far raffreddare completamente. Riporre in frigorifero.

X il fondo di piccione
brodo di piccione
2 carcasse
1 spicchio d'aglio
1/2 carota
1 gambo di sedano
1 cipolla
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
1 bicchierino di marsala secco
1 bicchiere di vino rosso corposo
olio extra vergine di oliva
sale,pepe
1/2 cucchiaino di maizena

Rosolare ossa e verdure tagliate a pezzetti, in una padella con poco olio d'oliva. Trasferire su di una placca e cuocere al forno per 10 minuti a 160°. Riportare sulla padella e aggiungere due mestoli di brodo di piccione (freddo), marsala, vino rosso, concentrato di pomodoro, sale, pepe e cuocere per mezz'ora. Con l'aiuto di un cucchiaio schiacciare tutte le verdure. Filtrare al colino cinese. Riporre sul fuoco e ridurre della metà. Lasciar riposare, aggiungere la maizena, cuocere ancora fino a che il fondo non avrà raggiunto la consistenza cremosa desiderata.

Presentazione del piatto:

Versare su ogni piatto da portata un mestolino di fondo di piccione. Tagliare a fettine i petti e posizionarli sopra la salsa. Completare con contorni a piacere.

p.s. Il brodo rimasto ce lo siamo "pappato" alla sera con i taglioni all'uovo. Una prelibatezza!!!

Piccione e le sue frattaglie

martedì 3 novembre 2009

Mar rosso...e calamari

Mar rosso
Calamaretti e sugo piccante è un classico per me...li preparo abbastanza spesso, almeno quando posso contare di prodotti super freschi e saporiti. A volte li presento in ciotole monoporzione, altre raccolti in dei nidi di polenta fumante. Ottimi come antipasto...ma anche come secondo piatto "reggono" bene, basta aumentare le quantità!!!
Questa volta ho solo cambiato il modo di presentarli e non la ricetta in sè.
Una volta scattata la foto mi davano l'idea di essere ancora vivaci e guizzanti nel mare...rosso in questo caso.

CALAMARI AL VAPORE E SUGO PICCANTE

X 4 Persone (antipasto)

16 calamaretti
sugo di pomodoro
1 spicchio d'aglio
scorza di limone
peperoncino
sale,pepe
olio extra vergine d'oliva

Pulire i calamari ed eliminare pellicine ed interiora. Staccare i tentacoli,togliere gli occhi e la bocca. Cuocerli a vapore 10/15 minuti. Tenere al caldo.
Con un filo d'olio, uno spicchio d'aglio, sale, pepe e un peperoncino spezzettato, cuocere la salsa di pomodoro, e renderla cremosa.
Versare la salsa calda sui piatti da portata. Adagiare 4 calamari su ogni piatto, inserendo i tentacoli nell'apertura così da riportare la forma originale. Spolverizzare la superficie con la scorza di limone grattugiata e pepe di mulinello.

venerdì 30 ottobre 2009

Filetto di manzo e salsa ai pepi

Filetto di manzo e salsa ai pepi
Avevo bisogno di tirarmi un pò su...dopo alcuni giorni di "rintanamento" farmacologico...mi sentivo davvero a pezzi. E tra i tanti prodotti che possono rinvigorire il fisico più debilitato, ho scelto proprio la carne, rossa, al sangue...come piace a me ( tra l'altro sono anche una vera appassionata di carne cruda...tanto che il macellaio, quando vado a fare la spesa, mi allunga una fettina per l'assaggio pre-acquisto...sotto l'occhio dei molti "schifati"...ma come? senza limone, sale? ecc...) Insomma il marito arriva con due "filettoni" da paura...e adesso? li schiaffiamo sulla bistecchiera bollente? " ecco, così mi privi di creatività...tu con il filetto, l'influenza con le forze..." ho brontolato un pò (solo un pò però)...e così al posto del solito pepe macinato grosso, che amo da matti sulla carne di manzo...ho preparato una salsina "ai pepi" (e ho fatto pure il pane il giorno dopo con la miscela)...
Riporto la ricetta della salsa...per la carne, regolatevi da soli...più cotta, media, al sangue...a piacere (in ogni caso bistecchiera o padella antiaderente ben calde, cuocere su ogni lato e poi porzionare a cubetti. Non salare o pepare!!!!)
SALSA AI PEPI
1 vasetto di yoghurt intero
1 tuorlo
sale
qualche goccia di limone
2 cucchiai di panna fresca
PEPI: rosa, nero,bianco, sechuan, cubebe, alla rosa, di Tasmania, pimiento, nero di Tellicherry...e chi più ne ha, più ne metta (in ogni caso usare quelli che si hanno a disposizione!!)
Preparare una maionese usando lo yoghurt al posto dell'olio, aggiungere la panna, sale e limone. Montare bene con il mixer ad immersione. (la maionese è buona anche solo così) Aggiungere i pepi precedentemente ridotti a polvere in un mortaio (altrimenti usare un macinino). Per una texture più lieve passare al setaccio la miscela prima di aggiungerla alla maionese.
Sistemare con un cucchiaino la salsa a mucchietti, sul piatto da portata. Adagiare i "cubotti" di carne sopra ogni "pois" di salsa ai pepi.
Che dire, di una semplicità disarmante...ma abbiamo davvero recuperato le forze, tanto che dopo cena volevamo fare un bel giro con l'Harley Davidson alla faccia della temperatura "freddina"...poi ci siamo accorti di non avere neanche la moto!!!!

martedì 27 ottobre 2009

Torretta di zucca con caprino e ravanelli

Torretta di zucca, caprino e ravanelli
La zucca, in questo periodo, credo stia proprio facendo la parte del "leone" nelle cucine di molti di noi. È bella da cruda nelle più svariate forme, da cotta il colore arancio vivo mette subito voglia di "farci" qualcosa...a me piace in tutte le "salse" : gnocchi, ravioli, vellutata, pane....ma la lista potrebbe continuare (non ho citato il risotto però...ahimè nota dolente ...purtroppo non mi fa impazzire e quindi non lo preparo mai...nonostante il marito brontoli regolarmente....).
Questa torretta nasce come spesso accade dalla fretta. Un paio di sabati fa, rientrando dalle spesa mattutina, mollando sacchi e sacchetti sul tavolo della cucina...(a parte un primo piatto già discusso e approvato) mi rendo conto che in pochi minuti non riesco a fare miracoli neanche io...erano già le 13.20..."ma uno stuzzichino, un cicchetto?"Ecco che la zucca (cotta la sera prima) viene in mio soccorso...giusto il tempo di preparare la tavola e sono riuscita a servire questa:
TORRETTA DI ZUCCA CON CAPRINO E RAVANELLI
x 2 persone
6 fette di zucca già cotta (zucca butternut così il "collo" è perfetto per essere coppato)
3 cucchiai di formaggio caprino
2 ravanelli
1 fettina di zenzero fresco
erba cipollina
sale,pepe
olio extra vergine di oliva
In una padella antiaderente rosolare brevemente le fettine di zucca con un filo d'olio d'oliva, sale e pepe. Condire il caprino con dello zenzero fresco tritato, erba cipollina sminuzzata, i ravanelli tagliati a listarelle,sale, pepe.
Montare la torretta alternando una fetta di zucca, un cucchiaio di caprino fino a completamento.
Servire subito.
Torretta di zucca, caprino e ravanelli
Segnalo volentieri in questo mio post l'ennesimo sopruso, plagio, scopiazzatua indegna subiti da Adriano...ma cito anche Lydia che ahimè a mani basse è stata saccheggiata di proprie ricette per fini di lucro (e sempre dai soliti noti). Vi invito a leggere i loro post al riguardo...e passate la voce.

venerdì 23 ottobre 2009

Zuppa al vino bianco della Val d'isarco

Zuppa al vino bianco

Ieri, per motivi di lavoro, ho fatto proprio un bel giretto in Trentino (e breve puntatina in Alto Adige) bello soprattutto lasciare l'autostrada e scorazzare per le strade statali cinte da vigneti, ormai orancio-rosso nel fogliame...freddino...leggera nebbiolina...verso il Lago di Garda è apparso anche il sole...e poi come sempre accade, rientro a casa portando un pezzetto di viaggio con me. Già per strada penso a come potrei usare il rafano nero trovato a Neumarkt, o il Graukäse acquistato a Salorno... La prima idea è stata quella di preparare una zuppa calda, cremosa, aromatica...e veloce (sono rientrata alle 19.30 e tempo per cuocere patate o altre verdure praticamente...zero). Grande aiuto è stato consultare un libro acquistato a Brunico a settembre "Una montagna di sapori-Ricette semplici e raffinate dell'Alto Adige"edito da Folio Editore ricette davvero semplici, ingredienti tipici e presentazioni raffinate, pulite, con tocchi decorativi piacevoli.
In pratica ho deciso di inaugurare questo libro con questa ricetta che ho seguito alla lettera apportando solo due piccole modifiche: non ho usato la cannella sul pane, e alla fine ho aggiunto una manciata di noci tritate grossolanamente....puntuale il commento del marito: "ma non potevi lasciarla così com'era?"...no, non potevo: come spezia la noce moscata, così a "naso" mi pareva sufficientemente aromatica da non volerla coprire con la cannella....la noce ci sta alla grande...e punto.
Zuppa al vino bianco
ZUPPA AL VINO BIANCO DELLA VAL D'ISARCO
1/2 l. di brodo di manzo (ho usato brodo di gallina...quello avevo)
100 gr. di panna
2 tuorli
1/8 di Pinot Bianco (o Sylvaner) della Val d'Isarco
4 fette di pan carrè senza crosta
cannella in polvere (che ho eliminato)
20 gr. di burro
sale, noce moscata
1 cucchiaino di erba cipollina a rondelle
Rosolate le fette di pane nel burro finchè saranno dorate, fatele raffreddare su carta cucina. Tagliarle a tocchetti o a tringoli spolverizzando con la cannella (nel caso si voglia usare).
In una pentola dal fondo spesso, portate ad ebollizione il brodo con il vino bianco,quindi abbassate il fuoco. Sbattete i tuorli con la panna e insaporiteli con sale e noce moscata. Versateli nel brodo e sbattete con la frusta fino ad ottenere un bel composto cremoso (non fate cuocere un secondo in più).
Versare la zuppa in tazze preriscaldate, cospargete di erba cipollina e servite accompagnando con i crostini di pane.
SUGGERIMENTO dell'autore:
Cuocendo la zuppa a bagnomaria si evita il rischio che il composto di panna e uova coaguli.
Ho cotto direttamente sul fuoco (basso) sempre mescolando velocemente con un frustino, cercando di incorporare aria, così da avere alla fine un'aspetto "spumoso". Non si è coagulata, bisogna però mescolare sempre...e non far bollire la zuppa.
Mestoli,piatto,libro

lunedì 19 ottobre 2009

Filetto di maiale cotto nella carta Fata

Filetto di maiale cotto nella carta Fata

Per fortuna sono riuscita a fare un pò di ordine in cucina. Da quando mi hanno consegnato una madia appena restaurata, ho dovuto riconsiderare gli spazi per pentole, padelle, stampi, e attrezzatura varia. Così svuotando cassetti e pensili...cosa trovo? un "rotolone" di carta Fata, solo soletto, dimenticato chissà da quanto tempo.

Molto tempo fa avevo cotto del pesce con buoni risultati direi, ma la cottura di questo filetto mi ha davvero conquistata. Spesso evito di cuocere arrosti abbastanza grandi, primo perchè siamo generalmente in due, e secondo quando ricevo ospiti non preparo mai arrosti a trancio intero (sempre paura che poi la carne risulti asciutta o "gnucca"). Il test in questo caso è riuscito. Le fettine alla fine sono risultate morbidissime e succose!!



FILETTO DI MAIALE COTTO NELLA CARTA FATA



1 filetto di maiale

1 mela tagliata a fette

1 spicchio d'aglio

6/7 fettine di lardo fresco

rosmarino,salvia

1/2 bicchiere di vino rosso

sale, pepe



Scottare a fuoco vivo, su di una padella antiaderente, il filetto su ogni lato. Avvolgere il lardo attorno alla carne e adagiare su di un foglio di farta fata. Aggiungere le fettine di mela, l'aglio tagliato in 4, e tutti gli altri ingredienti. Raccogliere i lembi della carta a formare un fagotto e prima di chiuderlo versare il vino rosso. Sigillare con uno spago e sistemare il sacchetto sulla placca del forno.

Cuocere 30 minuti a 180°.

A cottura ultimata, aprire delicatamente il cartoccio e far scivolare su un padellino i succhi di cottura e la polpa di mela ormai stracotta. Rimettere la carne nel forno ormai spento e tenerla in caldo, giusto il tempo per preparare la salsa.

Far rassodare il sugo di cottura aggiungendo un pizzico di maizena. Aggiustare di pepe e sale. Filtrare al colino.

Servire le fette di arrosto accompagnate dalla salsa.

Filetto di maiale cotto nella carta Fata

venerdì 16 ottobre 2009

Pane alle patate per il WorldBreadDay

Pane alle patate
Sempre all'ultimo minuto!!! Eppure lo sapevo da tempo del WorldBreadDay... e ci tenevo davvero quest'anno partecipare anch'io. Da qualche settimana sto avidamente sperimentando le ricette di Richard Ploner dal libro Il pane delle Dolomiti edito da Athesia. Ne avevo già parlato qui qualche giorno fa. Inutile ripetere che le ricette sono una più fantasiosa dell'altra, facili, veloci e dai risultati ottimi.

Dopo i panini di grano, quelli con la ricotta, oggi ho preparato questo:

PANE ALLE PATATE
Ingredienti:
350 gr. farina 0
50 gr. di fiocchi di patate per purè
25 gr. di lievito
1 cucchiaio di zucchero
125 gr. di acqua tiepida
300 gr. di patate cotte con la buccia
30 gr. di olio d'oliva
15 gr. di sale

Preparazione:
-Versare la farina e i fiocchi di patate nel recipiente dell'impastatrice e formare una cavità nel mezzo. Sciogliere nell'acqua il lievito con lo zucchero, mescolare il tutto dentro la cavità della farina e lasciare lievitare 15 minuti.
-Sbucciare le patate e passarle allo schiacciapatate.
-Spargere sui bordi, aggiungere le patate passate e l'olio d'oliva e lavorare l'impasto per almeno 10 minuti fino ad ottenere una massa liscia e morbida.
-Cospargere leggermente di farina l'impasto, coprirlo con una pellicola trasparente e lasciarlo lievitare in un luogo caldo per circa 30 minuti, finchè il suo volume non sia raddoppiato.
-Posare l'impasto su di un piano di lavoro leggermente infarinato, tagliarlo in sei parti della stessa grandezza, arrotolarle a palla, rotolarle fino ad ottenere una forma allungata. Praticare dei tagli laterali con una forbice.
-Coprire con un telo di cotone e far lievitare circa 20 minuti. Infonare nel forno preriscaldato, umidificando nei primi 5 minuti.
- 180° forno ad aria calda
-210° nel forno elettrico.

Pane alle patate

world bread day 2009 - yes we bake.(last day of sumbission october 17)

martedì 13 ottobre 2009

Risotto con sedano bianco, uva e fava tonka

Risotto con sedano bianco,uva e fava tonka
Rientrando a casa, questa sera, l'unica certezza che avevo era la voglia di un rassicurante risotto. Questo piatto è stato pensato davvero poco. La cipolla già sudava nella pentola, il riso era già stato pesato ed io non avevo ancora la minima idea su quali ingredienti "puntare".
Fresco...ecco la sensazione più forte è stata quella di un risotto fresco al palato ma cremoso e avvolgente nel suo insieme. Agrumi no, non ancora; la liquirizia "sgrassa"... (ma io non avevo niente da alleggerire) e non mi andava neanche qualcosa di troppo "formaggioso"...
Meglio "pescare" nel reparto verdura del mio frigo: Eureka!!! sedano bianco.
Il sedano spesso è invasivo....si sente troppo, copre gli altri ingredienti...ma bianco forse, si lascia addestrare a dovere.
Il successo ottenuto da questa preparazione è stato anche merito del brodo vegetale che ho usato (e che avevo preparato ieri)...aromi ben coesi, nessuna predominanza di una verdura rispetto alle altre.

RISOTTO con SEDANO BIANCO, UVA, FAVA TONKA e RIDUZIONE DI BAROLO CHINATO

x 4 persone

320 gr. di riso Vialone Nano
1 cipolla bianca (piccola)
4 coste di sedano bianco + le foglie
1 Fava Tonka grattugiata
Brodo vegetale
6/8 chicchi d'uva
1 bicchierino di barolo chinato
sale, pepe bianco
burro
1 cucchiaio di parmigiano reggiano

x il brodo vegetale
4 carote
3 coste di sedano
2 cipolle
1 gambo di prezzemolo
1/2 porro
1 cucchiaio di salsa di soia
1 pizzico di zucchero
2 bacche di ginepro
4/5 bacche di pepe nero
1/2 bicchiere di vino bianco
1 presa di sale grosso
1 kg di ghiaccio a cubetti

Lavare, pulire e tritare tutte le verdure che andranno sistemate in una pentola con il resto degli ingredienti. Coprire tutto con i cubetti di ghiaccio (se non si ha a disposizione ghiaccio a sufficienza, usare un litro di acqua ben fredda). Cuocere a fuoco moderato. Raffreddare e passare al colino.
(le verdure "stracotte" e impoverite possono diventare salse di accompagnamento per arrosti e bolliti - frullarle ed aggiungere a piacere: senape- curry- maionese- pomodoro ecc...)

Risotto:
Tritare sottilmente la cipolla e stufarla con un pezzetto di burro. Aggiungere il riso e cuocerlo un paio di minuti mescolando. Con un pelapatate togliere i filamenti alle coste di sedano. Tagliare a fettine sottili e unirle insieme alle foglie lasciate intere al riso. Continuare la cottura versando il brodo vegetale a più riprese.
A fine cottura (18 minuti) regolare di sale e "mantecare" con una noce di burro ed un cucchiaio di parmigiano reggiano grattugiato.
Rigare il piatto con una striscia di barolo chinato ( preventivamente ridotto su di un padellino, a fuoco dolce).
Impiattare il risotto e completare con il pepe bianco, i chicchi d'uva tagliati a metà e privati dei semi e una spolverata di fava Tonka.
p.s.
I due elementi "freschi": sedano e uva si sono mitigati con il sentore di tabacco umido tipico della fava tonka, il barolo chinato ha donato una lieve nota alcolica lievemente piccante all'insieme.

Risotto con sedano bianco,uva e fava tonka

lunedì 12 ottobre 2009

Panini morbidi

Panini

E dopo molti mesi, finalmente sono riuscita a dedicarmi alla cottura del pane. Non che durante l'estate non abbia mai avuto la tentazione di farlo...ma con le temperature che ha raggiunto la mia cucina, beh...credo che mi sarei "biscottata" anch'io!!

Il lievito madre ormai esanime, non mi ispirava per niente, così in attesa di quello nuovo (poi gentilmente regalatomi da Lydia) ho preparato questi panini con il classicissimo lievito di birra.

Ho seguito la ricetta riportata su questo simpatico libretto "Il pane delle Dolomiti" di Richard Ploner edito da Athesia, acquistato durante una breve sosta di lavoro a Brunico. Piccolo libro appunto (10x10...ma credo esista anche in altro formato)...ma ricco di consigli, trucchi, varianti e tante belle ricette.

Ho sostituito con pomodoro e origano, la realizzazione dell'ultimo panino, dove invece la ricetta prevedeva formaggio grana, erba cipollina e origano.
Alla fine questi panini mi sono piaciuti molto: morbidi, soffici, senza burro e senza latte...

Panini

PANINI DI GRANO

500 gr di farina 00
25 gr. di lievito
1 cucchiaio di zucchero
270 gr. di acqua tiepida
40 gr. di olio d'oliva
10 gr. di sale

x Pennellare
1 uovo sbattuto

x Spolverare
semi di sesamo, di papavero e di girasole
1 cucchiaio di origano
1 cucchiaio di salsa di pomodoro

Preparazione


-Versare la farina in una scodella o nel recipiente dell'impastatrice e formare una cavità nel mezzo. Sciogliere nell'acqua il lievito con lo zucchero, mescolare il tutto dentro la cavità della farina e lasciare lievitare 15 minuti.
-Spargere il sale sulla farina, ai bordi, aggiungere l'olio d'oliva e lavorare l'impasto per almeno 10 minuti, fino ad ottenere una massa liscia e morbida.
-Cospargere leggermente di farina l'impasto, coprirlo con una pellicola trasparente e lasciarlo lievitare in un luogo caldo per circa 30 minuti, finchè il suo volume non sia triplicato.
-Posare l'impasto su di un piano di lavoro leggermente infarinato, tagliarlo in quattro parti della stessa grandezza. Suddividere tre pezzi in 6 parti ciascuna, che a loro volta verranno appallottolate, pennellate con l'uovo e rotolate nei semi di papavero, di sesamo e di girasole.
-Stendere la quarta parte dell'impasto rimasta, aggiungere il pomodoro e l'origano e impastare brevemente a mano. Alla fine ricavare altri 6 panini.
-Disporre i panini sulla leccarda foderata di carta forno, ricoprire con un panno da cucina e lasciare lievitare 20 minuti. Infornare nel forno preriscaldato, umidificando nei primi 5 minuti.

(190° nel forno ad aria calda - 220° nel forno elettrico - tempo:18 minuti)

Consigli di Richard Ploner:

-Variare forme e sapori dei panini a seconda dei vostri gusti
-L'impasto è particolarmente adatto ad essere lavorato dai bambini, poichè non si attacca e si lascia sagomare facilmente.

Panini misti
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